Tutti noi, nel corso della nostra vita, siamo incappati in una discussione con amici e conoscenti su un qualsivoglia argomento e, come succede ogni volta, ognuno dà la propria opinione e punto di vista. Questo sta accadendo proprio oggi con la serie targata Amazon “Il Signore Degli Anelli, Gli Anelli Del Potere” che vede dare adito alle opinioni di migliaia di fan accaniti delle opere del professore, fruitori generalisti di serie TV e nuovi curiosi.

Cercare di fare una riflessione scevra da personalismi vari sul seguente tema, vista la miriade di opinioni non è facile ma in questo articolo cerco di fare proprio questo, un analisi sull’importanza dello spirito critico e gli strumenti necessari per leggere la realtà e, in questo caso, un’ opera cinematografica nel modo più obiettivo possibile.

È innegabile che ognuno di noi è legato ad una preferenza, gusto e sensibilità personale che, come è giusto che sia, ci definisce e ci differenzia rendendoci unici e preziosi in un mondo che forse oggi è anche troppo omologato e questo sarebbe anche una cosa positiva generalmente parlando, invece quando si vuole dare una propria opinione su qualcosa purtroppo bisogna sottostare alla regola dell’argomentazione se ovviamente si vuole dire qualcosa che vada più in là del banale “A me è piaciuto” o “Io la penso così e basta”.

Partendo da qui è utile ragionare su quali possono essere gli strumenti utili per rimpolpare un’ argomentazione che non cada nella retorica e nella semantica. Innanzitutto l’esperienza, la conoscenza e lo studio incrociato sono fondamentali per riuscire a far capire perlomeno che si sa di cosa si sta parlando, poi ci sono tanti altri aspetti da tenere in considerazione come il conflitto di interessi, l’onestà intellettuale e la consapevolezza.

Quando si guarda un film o serie televisiva bisogna tenere in considerazione molti aspetti come ad esempio la regia, la fotografia, il comparto audio, la sceneggiatura, le prove attoriali, i costumi, le ambientazioni, le scenografie, il montaggio, l’ originalità, il ritmo e così via, più alta è la qualità e l’attinenza all’opera di questi comparti migliore è la riuscita o almeno di solito è così.

È giusto darsi la libertà di guardare qualcosa senza la smania di leggere attentamente tutto questo ma è vero anche che chiudere gli occhi e negare problemi oggettivamente gravi significa non essere intellettualmente onesti e secondo me questo è uno dei grandi problemi di quest’epoca, la negata realtà oggettiva di un qualsivoglia argomento che poi porta automaticamente al relativismo, alla insicurezza e al conflitto. Purtroppo molti agiscono sapendo benissimo cosa stanno facendo e spesso è proprio una tecnica ben sperimentata in passato, tutto è il contrario di tutto, non ci sono verità assolute.

Se prendiamo in considerazione la trilogia cinematografica di Peter Jackson “Il Signore Degli Anelli” è difficile trovare qualcuno a cui non piace, oltre ad aver vinto 17 Oscar, è riuscita ad entrare nell’immaginario collettivo usando in modo rispettoso i libri del professor Tolkien e facendo emozionare tutti noi in modo profondo, quindi potremmo dire che un metro di valutazione per definire l’oggettività è la statistica e la quantità? Beh sì, ma non sempre quantità è sinonimo di qualità, spesso molti capolavori passano in sordina e non ottengono il giusto merito come, a mio dire, la recente serie tv Netflix “Ripley”; quindi forse la soluzione è cercare di valutare tutti gli aspetti che definiscono una realtà oggettiva e vedere se collidono tra di loro. Esempio con la trilogia di Jackson: se ha vinto 17 Oscar, se mi ha emozionato, se ha emozionato anche tutti gli altri, se piace anche a chi non piace il genere fantasy, se tutti i comparti tecnici che compongono questo film sono di alto livello, se ha ottime critiche dagli esperti del settore (che rispondono a dei parametri di valutazione molto probabilmente) ecco che si avrà un riscontro veritiero su una determinata opera.

È pur sempre vero però che bisogna difendere il proprio pensiero quando si ha una motivazione per farlo anche se va contro tutto questo elencato sopra ma direi che di fronte a qualcosa di inconfutabile è una guerra persa.

Una guerra persa è anche discutere con chi lo spirito critico lo lascia a casa nel cassetto quando fa comodo e difende a spada tratta un determinato argomento come alcuni fanno per questa serie TV.

Perché oggi è così difficile trovare un punto comune per qualsiasi cosa? Cosa ci fa essere costantemente in conflitto? Propaganda? Manipolazione? Poca consapevolezza? Forse perché tutti pensiamo di avere la verità in tasca e non esista un punto fermo imprescindibile? Come è possibile che qualcuno dica che questa serie TV sia un capolavoro e altri che sia terribile su tutti i fronti? Questo può significare due cose: uno dei due sta sbagliando e anche di tanto, forse per completa ignoranza o poca onestà, oppure probabilmente che la verità sta nel mezzo, un po’ come sempre.

Ora non voglio dire che bisogna ergersi a critici poiché è certo che addirittura i critici gastronomici e cinematografici abbiano dei gusti personali anche se il loro lavoro li spinge a sopprimerli per portare un analisi realistica fornendo un servizio e svolgendo un lavoro, ma perlomeno essere onesti intellettualmente con gli strumenti in dotazione senza cadere in fanatismi degni di ragazzini che idolatrano la nuova star che va per la maggiore sarebbe gradito. Questo come si raggiunge?

Cercando di fermarsi un attimo prima di parlare e ascoltare, guardare e lasciarsi guidare da quello che si sente e non quello che si percepisce con la mente visto che, come nel cinema o nella musica, si tratta pur sempre di arte e l’arte va sentita oltre che analizzata.

È anche certo che la storpiatura di un’opera così importante come quella del professor Tolkien declinandola sotto becere agende politiche inclusive post moderniste sia qualcosa da condannare in ogni modo e infatti questo sta avvenendo in tutto il mondo, cosa che Amazon sta cercando di nascondere in modo goffo e poco serio peggiorando ancora di più la situazione accusando le persone di razzismo e molto altro.

Usando una citazione il discutere con chi difende a spada tratta questa serie è come giocare a scacchi con un piccione, puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione fa cadere tutti i pezzi, defecando sulla scacchiera e poi se ne va camminando impettito come se avesse vinto lui.

Perciò non resta altro che prendere in modo sincero quello che c’è di buono in questa serie perché diversi aspetti positivi li ha e godersi quello che viene mostrato senza avere i paraocchi né da una parte né dall’altra criticando giustamente le pessime decisioni che stanno prendendo, cosa che già sta avvenendo sia all’estero che in Italia, da persone che parlano con cognizione di causa e molto più esperte del mondo di Tolkien dello spettatore medio, cosa che dovrebbe essere rispettata visto che questa serie televisiva è indiscutibilmente tratta dai libri di John Ronald Reuel Tolkien.

Articolo di Adriano Fernetti


Divulgazione Tolkeniana

Middle Earth Society of Italy