Gli Ent
Sono creature immaginarie scaturite dall’immaginario dello scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Sono una razza di Arda (parte di Eä che ospita i continenti della Terra di Mezzo e di Aman).
Sono conosciuti anche con altri nomi: “Onodrim” (nome in Sindarin), “Onyalië” e per il singolo individuo “Onya” (nome in Quenya) e comunemente “Pastori degli Alberi”.
Image credits: Timoteo Velosa
Dotati di sensibilità e lingua, sono le creature più antiche di Arda. La parola Ent è una parola che in lingua anglosassone significa “gigante”, e può riferirsi a ogni creatura grande e antropomorfa ad esempio troll, orchi e giganti.
Il loro compito è prevalentemente quello di preservare le foreste da piante infestanti e proteggerle da tutte le creature che vogliano farne scempio.
Aspetto e lingua
Il loro aspetto è variabile, ma la maggior parte ha le sembianze di alberi come querce, betulle, frassini e castagni.
Bisogna ricordare, che oltre agli Ent esistevano anche le Entesse, l’opposto femminile, dalle quali generarono gli Entini, ovvero i piccoli di Ent. Sono dotati di una vita immortale, e hanno uno stile di vita caratterizzato da una estrema lentezza, sia nel parlare che nello svolgere azioni.
Parlano una lingua propria, l’Entese. È una lingua caratterizzata da un linguaggio particolarmente lungo e lento, Avendo legami con gli elfi, gli Ent hanno una predilezione per le lingue, in particolare per il Quenya. Una caratteristica del loro linguaggio sta nel fatto che è talmente difficile che neppure il più saggio degli elfi riuscirebbe a comprendere e a trascrivere.
Origini e storia
Gli Ent sono stati creati su richiesta della Valier Yavanna, dopo aver saputo che Ilúvatar aveva accettato i Nani creati da Aulë e prevedendo che costoro avrebbero soddisfatto il loro bisogno di legna non rispettando gli alberi. Ilúvatar accontenta la richiesta della Valier creando gli Ent.
Image Credits: Jerry Vanderstelt
Non si sa molto sul tipo di ruolo che avevano nella Prima e Seconda era. Durante gli Anni degli Alberi (il secondo dei tre grandi periodi di Arda) vennero in contatto con gli elfi, che insegnarono loro a parlare. Dopo la sconfitta di Morgoth e la distruzione del Beleriand, gli Ent si stabilirono in una grande foresta che partiva da Mirkwood (Bosco Atro) fino a raggiungere i confini occidentali dell’Eriador, dopo aver attraversato gli Ered Luin (Monti Azzurri).
Gli Ent e le Entesse si erano territorialmente separati poiché gli Ent favorivano i boschi e le foreste a differenza delle Entesse che prediligevano campi e giardini dove poter seminare e far crescere la vegetazione e le colture, queste infatti si stanziarono nel Berennyn (Terre Brune). Durante la Seconda Era gli Ent persero le loro Entesse, quando le terre di cui si prendevano cura furono distrutte da Sauron. Durante la Guerra dell’Anello, due hobbit, Merry e Pipino, arrivarono nella Foresta di Fangorn raccontando loro che Saruman aveva commesso un tradimento e che si era alleato con l’oscuro Sauron. Gli Ent allora marciarono verso Isengard uccidendo gli orchi e distruggendo le mura create da Saruman, con l’obiettivo di vendicare gli alberi da lui abbattuti. Dopo la Guerra dell’Anello, Re Elessar donò agli Ent i territori di Isengard, investendo Barbalbero della carica di Signore di quei territori.
Image credits: Daniel Govar
Società
La società degli Ent non possiede né un capo né un re. Per prendere le decisioni più importanti, gli Ent si riuniscono in una riunione chiamata Entaconsulta. Gli Ent sono caratterizzati da un ordine famigliare ben preciso, e a ogni famiglia corrisponde una parte di foresta.
Tra le figure più importanti, troviamo quella di Barbalbero, non solo il primo tra gli Ent creati, ma è anche considerato uno dei più anziani esaggi di questi. Assieme a Ciuffoglio e Scorzapelle, Barbalbero gode di molto rispetto tra il suo popolo.
Gli Ent rappresentati sul grande schermo nella trilogia cinematografica del Signore degli Anelli, diretta da Peter jackson.
“Molti di questi alberi erano amici miei, creature che conoscevo da quando erano noce o ghianda […] Non esiste una maledizione in elfico, entese o nelle lingue degli Uomini per una tale perfidia.”
Barbalbero – Le due Torri
Articolo scritto da: Diana Anthea Limosani