Per i più appassionati, Tolkien rappresenta ormai una conoscenza assodata, ma anche chi si trova alle prime armi con le sue opere o addirittura non ne ha ancora mai letta alcuna, può facilmente associare questo nome a prodotti cinematografici o videoludici di fama divenuta mondiale.
Ma chi era davvero John Ronald Reuel Tolkien?
Si può tranquillamente affermare che sia stato un soldato dell’Impero britannico, un professore universitario, un filologo, uno studioso, un padre, un marito, per molti un amico con cui trascorrere piacevoli momenti di svago, ma soprattutto una persona dalla fervida fantasia e un amore smodato per la storia e le saghe mitologiche che, uniti a studi sempre più intensi e accurati, gli hanno permesso di regalarci una delle opere letterarie più belle e importanti mai scritte, accostabile ad ogni capolavoro poetico e narrativo della nostra storia.
Nonostante i numerosi tentativi di imitazione, a dispetto delle nuove saghe, sempre più lunghe e complesse, sorte sulla scia del successo delle produzioni di Tolkien, l’opera del Professore resta ancora ineguagliata, non solo per la pura e semplice bellezza delle storie raccontate, ma per la raffinatezza con cui esse sono state sviluppate, la profondità dei personaggi e i legami che li uniscono anche a distanza di secoli, le tematiche (anche moderne) trattate che ne hanno fatto per certi versi un precursore, la poesia, la cosmogonia e soprattutto il linguaggio utilizzato, la matrice di ogni civiltà, frutto di continui studi e rielaborazioni di appunti e bozze, la cui stesura ha richiesto e coperto l’arco di un’intera vita (persino durante la guerra).
Ma sarebbe riduttivo definire semplicemente fantasy il genere affrontato da Tolkien, poiché sia le sue opere più semplici fino a quelle che abbracciano un maggior livello di complessità sia strutturale che narrativa trascendono i normali o banali romanzi e cicli letterari da libreria, per inserirsi in un contesto assai più serio e, per certi versi, ambizioso: quello di realizzare un’opera mitologica, dalla creazione del cosmo fino alla fusione con i giorni nostri. Non è una semplice lotta fra Bene e Male, un susseguirsi di stirpi e famiglie fine a se stesso, nascita e caduta di regni e imperi: Tolkien ha creato un mondo, con una sua età primitiva e un’evoluzione destinata a passare attraverso cambiamenti anche radicali, che non tengono conto nemmeno dell’affetto che lo stesso autore provava verso i popoli o i personaggi immaginati.
Ed ecco chi era Tolkien, in parole semplici: un creatore di mondi.
Ma, allora, perché le possibilità?
Il Professore, come viene affettuosamente ricordato, ha pubblicato varie opere, alcune apparentemente più semplici, come “il Cacciatore di Draghi”, altre dal tono più favolistico come “Lo Hobbit” o più maturo e complesso come il celebre “Il Signore degli Anelli”, ma queste rappresentano soltanto degli intermezzi finanche il culmine del suo immenso lavoro, la conclusione epica della saga da lui creata.
L’opera più importante, rilevante, che di fatto è servita come base per la realizzazione di questo vasto mondo, nessuno potrà mai vederla realizzata: il Silmarillion. Nel suo arco vitale, infatti, Tolkien non è riuscito a riordinare la vasta mole di materiale accumulata negli anni al riguardo e, per quanto essa ci sia pervenuta grazie all’impegno profuso da parte del figlio ed erede intellettuale Christopher, il “vero” Silmarillion, così come Tolkien l’avrebbe rielaborato, è destinato a restare un’opera incompleta, mai del tutto definita e oggetto di continui dibattiti e diverse interpretazioni.
Eppure, anche nella sua incompletezza, Tolkien ha involontariamente lasciato ai posteri un dono dall’indubbio valore: la possibilità di conoscere, studiare, approfondire, indagare a fondo ed espandere un’opera che ha ancora tanti punti interrogativi e misteri da svelare o, meglio, interpretare, poiché su molti argomenti chiunque potrebbe dare una propria versione, diversa da tutte le altre e nel contempo valida, se coerente.
Inoltre, la vasta creazione di Tolkien si può prestare a molteplici intenti: la semplice lettura di storie e avventure ambientate in un mondo popolato da creature fantasiose e magiche, uno studio approfondito sui diversi tipi di linguaggi e le connessioni instaurate grazie a questi fra i diversi popoli, nonché disquisizioni di carattere puramente filosofico/teologico e artistico. Tolkien ci ha lasciato la possibilità di divulgare la sua opera, non semplice né banale, ma un capolavoro in grado di abbracciare qualunque aspetto della vita e dell’animo umano.
Categorie: Tolkien e il fantasy